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La mission di Paideia
la mission di paideia
Gli obiettivi.
Dal testo di Monica Branzato, Domenico Corcione -Second Life, La grande Guida - clueb:
"Second Life offre un ambiente innovativo e stimolante per l'apprendimento on line. Rispetto alle piattaforme virtuali convenzionali per l'apprendimento (Learning Management System e Content Management System), offre in più due risorse importanti: l'interazione immersiva e il dialogo sincrono."
E infatti per rendersi conto delle potenzialità di Second Life in ambito formativo si può vedere anche questo filmato su youtube e correlati.
L'attività didattica in generale è già entrata a far parte delle nuove tecnologie sia direttamente sia indirettamente: la rete stessa brulica di iniziative di formazione on line da una parte e da un'altra vi sono scuole, università e simili che usano l'it come supporto alla propria attività didattica.
Il web si adatta alla domanda di formazione creando software per l'elearning ad hoc, gestibili facilmente, tipo “moodle” o ”docebo”, gratuiti e open-source. Con le potenzialità di internet l'apprendimento va ad essere liberalizzato rispetto al tempo e allo spazio dove tradizionalmente si svolge: si possono fare cicli di domande e risposte, conferenze, seminari, workshop. Tuttavia, il fenomeno resta incorniciato in strutture classiche della didattica: scuole, università, enti formativi istituzionali oppure privati, competenti a vario livello.
Ciò che manca è la libertà di imparare fuori da queste cornici istituzionali o private, in un contesto dove il sapere non si trasmetta in maniera verticale, ma orizzontale.
Il passaggio di competenze e di cultura di solito passa da chi le detiene a chi non le ha. Detenere la cultura, in qualche modo, significa avere un certo potere ed il passaggio di informazioni è quindi gerarchico e verticale, anche nelle forme più aperte di comunicazione e dove non si faccia pesare i ruoli “io so” e “tu impari”.
Questa gerarchia non è sempre negativa o è sempre positiva, è semplicemente un modo di fare didattica. C'è un altro modo. C'è un modo dove il passaggio di informazioni passa da pari a pari, dove la trasmissione di cultura è orizzontale e dove la passione per la materia studiata e la propria volontà d'apprendere è la cornice entro cui si sviluppa il processo didattico.
Nella documentazione del software elearning “moodle” questo modo si chiama “approccio costruzionista e sociale”: si tratta di un apprendimento basato su una “costruzione di mondo”, in una trama di rapporti sociali in cui la conoscenza è condivisa e dove si enfatizza il fatto che i discenti possono contribuire all'esperienza formativa in molti modi. Questo assegna importanza al fenomeno di cooperative learning ed è quello che noi proponiamo. Chi non ha fatto i percorsi di apprendimento tradizionali ha quindi la possibilità teorica di rifarli in maniera alternativa, indipendente, informale, come dove e quando vuole. E' un opportunità formativa che può essere, non di meno, d'ausilio, di supporto e complementare, a quelle più classiche e istituzionali.
Osservandoli su internet si vede che gli eventi formativi sul web tradizionale , cosiddetto "web 2.0", non decollano, con poche eccezioni. Il problema è che il web 2.0 è troppo impersonale. Si fa molto uso di testi ed in maniera verticale. Alla fine si riduce tutto ad uno scambio di email sugli argomenti studiati e la scarsa vivacità ha il sopravvento, addormentando l'interesse didattico dei partecipanti. I partecipanti dovrebbero, invece, essere artefici della loro formazione, viverla e costruirla. Forse i mezzi del web 2.0 non hanno buona usabilità quando si tratta di cooperative learning. Potrebbe invece avere i mezzi giusti il web tridimensionale, come ad esempio Second Life.
Second Life è una comunità viva dove le persone sono proiettate in questa attraverso una sagoma corporea, una voce, delle gestualità, si conoscono e si frequentano interagendo.
Su Second Life già si studia e si impara, ma non si è ancora vista una struttura autogestita per fare questo e per farlo sulla base del solo interesse personale dei partecipanti dove la conoscenza si distribuisce orizzontalmente tra questi.
Gli strumenti di comunicazione ci sono già dall'origine (chat vocale e possibilità di esporre testi) e strumenti per l'elerning come lavagne proiettori e simili sono stati aggiunti.